| di wmsociety.org
Secondo un'indagine condotta da DoubleClick, società specializzata nella valutazione dell'utilizzo della Rete da parte dei consumatori e delle aziende, l'influenza esercitata sugli acquisti da parte della pubblicità online è maggiore di quella degli spot televisivi e della carta stampata. Questo è quanto emerso dalle dichiarazioni dei consumatori statunitensi nelle 2000 interviste realizzate nel dicembre 2003. Le categorie di prodotti interessate dalle interviste sono state: Tv e cinema, salute, telecomunicazioni, automobili, cibi e bevande, prodotti per la casa, turismo,elettronica di consumo settore bancario e finanziario. Le differenze tra i diversi media si evidenziano nella fase d'acquisto: se infatti la conoscenza del prodotto avviene attraverso i mezzi classici (lo spot alla televisione oppure l'inserzione pubblicitaria sul giornale) l'acquisto viene indirizzato dai siti internet, che offrono maggiori possibilità di approfondimento sul prodotto stesso. A far la parte del leone sono stati i prodotti bancari, finanziari e quelli legati al turismo, dai quali il cliente viene maggiormente soddisfatto. Il confronto portato tra il 2002 e il 2003 ha evidenziato, infine, un aumento dell'incidenza del commercio elettronico in tutte le categorie di prodotto. Insomma, negli USA i clienti hanno comperato di più su internet nel 2003 rispetto al 2002. Questa è la situazione riscontrata negli Stati Uniti, da sempre presi ad esempio in molti settori, specie nella pubblicità e nelle innovazioni tecnologiche.
In Italia il quadro è diverso, specie in un momento in cui la pubblicità risulta essere generalmente in crisi, con minori investimenti dovuti ad una situazione di malessere economico generalizzato. Non depongono a favore dell'evoluzione italiana di internet neppure situazioni come quelle de Ilnuovo, quotidiano online costretto alla chiusura per scarsità di risorse, iniziative editoriali a cui è mancata la possibilità di confrontarsi con un più lungo periodo d'attività.
L'aspetto positivo della situazione è che se in Italia siamo ancora all'anno se non zero almeno 1, i margini di crescita ipotizzabili non possono che deporre a favore di internet, diabolico mezzo a molti ancora sconosciuto.
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